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    Salve vivo in una Zona dove ci sono circa 4 fonderie in un raggio di 5 Km, siccome stiamo cercando di dare un freno ai loro abusi, ma siamo purtroppo solo all'inizio vi chiedo un aiuto, alcuni consigli:
    é corretto far monitorare le polveri sottili emesse ed in aggiunta i gas atmosferici?
    Sapete indicarmi un laboratorio che possa svolgere questi controlli (in Lombardia)?
    avete qualche suggerimento su che altri parametri contollare?
    si tratta di fonderie di aluminio ed ottone principalmente.

    grazie e buona giornata

  • #2
    EMISSIONI VELENOSE DELLE FONDERIE

    CARO AMICO DELLA LOMBARDIA, INTANTO LE FONDERIE DEVONO ESSERE POSIZIONATE A 15 KM. DAI CENTRI ABITATI. POI BISOGNA VEDERE SE SONO ARRIVATE PRIMA LORO O ''IL CENTRO ABITATO''......
    NOI QUI A VILLA COSTANTINA DI LORETO IN PROV. DI ANCONA NE ABBIAMO UNA CHE DISTA UN TIRO DI SCHIOPPO DAL CENTRO ABITATO.
    QUALCHE ANNO FA, ERA A LIVELLO ARTIGIANALE POI PERO' HA INCREMENTATO LA PRODUZIONE E A TUTT'OGGI, IN CERTI GIORNI NON SI RESPIRA PIU' PERCHE' EMANA DAI CAMINI UNA PUZZA INCREDIBILE.
    STIAMO LOTTANDO COME QUARTIERE E CON IL SOSTEGNO? ..DEL SINDACO.
    MA SOPRATTUTTO DI UN AVVOCATO....NON E' FACILE MA CI PROVIAMO.
    RISENTIAMOCI PER L' OCCASIONE PERCHE' ADESSO HO UN PO' DI FRETTA.
    CIAO PEPPE

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    • #3
      Ciao Galdalf e benvenuto.
      Vedo che il forum comincia a portare dei benefici: entrano in contatto persone che hanno gli stessi problemi pur essendo a centinaia di chilometri di distanza. In questo modo le diverse esperienze di ognuno possono contribuire a risolvere i problemi di tutti

      Cercate di rimanere in contatto e magari date qualche dritta l'uno all'altro.

      Per quanto riguarda le fonderie, le emissioni dipendono dal ciclo produttivo e dalla particolare lavorazione; possono essere le più diverse, con emissione di fluoro, cloro, idrocarburi, ecc. Comunque nello specifico avete a che fare con prodotti di combustione derivati dall‘utilizzo dei combustibili impiegati nei forni ed emissioni di polveri e fumi ricchi di ossidi di metalli tipo zinco, rame, alluminio, ma anche piombo, manganese, nichel, cadmio, berillio. Logicamente se gli impianti di abbattimento degli inquinanti funzionano a dovere allora le emissioni sono minime, però se ogni tanto sentite puzze strane o vedete fumi bluastri, arancioni o altro... allora non ci siamo proprio.
      Che problemi avete al momento? Come vi siete mossi? avete contattato le autorità ? E' stata allertata l'Arpa regionale? sono stati fatti controlli?
      Ci sono i dovuti canali per intervenire, le analisi e i monitoraggi in teoria non dovrebbero mai ricadere economicamente sulle spalle dei privati cittadini.
      Comunque per quanto riguarda i monitoraggi, hai provato a dare un'occhiata alle aziende del settore elencate sul sito?
      Aziende che operano nel settore dell'inquinamento dell'aria
      Per adesso ti saluto
      Il mio sitoweb:
      NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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      • #4
        Premetto che sono consigliere comunale, contattare i comuni? nella ristrettezza in cui si trovano considerando che queste grosse aziende "danno una mano" a livello economico e impiegano dei loro cittadini pensi che si muovano? L'arpa, si quell'istituto che prima di fare controlli avvisa due settimane prima? sapete bene che funzionacosì.
        L'idea è costutire un comitato di controllo, sto recuperando dei fondi e succesivamente provvedere a fare dei controlli atmosferici, terreno ed aque in modo indipendente per quello chiedevo se conoscevate dei laboratori in Lombardia che siano validi.
        Siamo in una zona chem h una percentuale di tumori tra le pù alte della lombardia, ma come sempre gli itneressi prima di tutto.
        Rispondendo anche alla domanda precedente di Davide, le fonderie sono praticamente in Paese ed ovviamente sono arrivate ben dopo i centri abitati anche se ormai sono li da 20 e passa anni.

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        • #5
          Ti assicuro che i controlli ARPA permettono spesso di trovare delle magagne, non hai idea di quante attività  inquinanti vengono svolte senza le necessarie autorizzazioni.
          Comunque è interessante quel che mi hai detto a riguardo della maggiore incidenza di malattie tumorali nella vostra area. Avete per caso i dati della ASL? casomai dovresti farveli dare in qualche modo.
          Con i dati alla mano si potrebbe anche fare un esposto alla procura perchè vengano svolte delle indagini. Il procuratore attiverebbe i carabinieri del NOE (il Nucleo Operativo Ecologico) assieme al personale del Servizio Ispettivo dell'Asl allo scopo di individuare l'entità  delle emissioni e un qualche nesso causale.

          Voi tenete una sorta di registro dove scrivete i fenomeni d'inquinamento che riguardano la vostra area?
          Il mio sitoweb:
          NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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          • #6
            Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
            Ti assicuro che i controlli ARPA permettono spesso di trovare delle magagne, non hai idea di quante attività  inquinanti vengono svolte senza le necessarie autorizzazioni.
            Comunque è interessante quel che mi hai detto a riguardo della maggiore incidenza di malattie tumorali nella vostra area. Avete per caso i dati della ASL? casomai dovresti farveli dare in qualche modo.
            Con i dati alla mano si potrebbe anche fare un esposto alla procura perchè vengano svolte delle indagini. Il procuratore attiverebbe i carabinieri del NOE (il Nucleo Operativo Ecologico) assieme al personale del Servizio Ispettivo dell'Asl allo scopo di individuare l'entità  delle emissioni e un qualche nesso causale.

            Voi tenete una sorta di registro dove scrivete i fenomeni d'inquinamento che riguardano la vostra area?
            fenomeni di inquinamento.. un vero e proprio registro non c'è ma si notano polveri sottili, odori nauseanti derivanti dalle fonderie o cmq da aziende di lavorazione dei metalli, poi c'è anhce il problema suini..
            I dati li conoscono bene tuti da anni, possibile che mai nessuno si sia chiesto il motivo?

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            • #7
              Fonderie

              Ciao Gandalf,
              nel mio quotidiano lavoro sulla salubrità  ambientale indoor mi trovo spesso di fronte a chiamate e allarmismi che poi, alla prova dei fatti e delle misurazioni, risultano essere in piena norma. Quindi ti consiglio di raccogliere evidenze al più presto per sostenere bene la vostra azione.

              Ciò che affermava Davide circa la distanza dai centri abitati delle fonderie è effettivo e cogente. Mi chiedo come potete averne 4 in pochi Km (forse abiti fuori dal centro urbano?).
              In ogni caso suggerisco prima di far intervenire gli organi preposti, magari andando di persona, o per iscritto a raccomandare la visita agli impianti (o misurazioni esterne) senza preavviso. Una buona tecnica potrebbe anche essere quella di preavvisare che poi potranno essere condotte prove e misurazioni indipendenti "di conferma".
              A mio avviso per la carica che hai, il ricorso (in prima istanza) agli organi competenti è ancor più consigliabile.

              Purtroppo nessun processo industriale, seppur ben controllato nelle emissioni, lascia intatta l'atmosfera.

              A presto, Walter
              www.housedoctor.it
              Benessere e salute nella tua abitazione.

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              • #8
                Ciao Gandalf,

                stabilire relazioni causa-effetto tra inquinamento industriale e salute è davvero una questione molto complessa, che richiede, oltre ad analisi di tipo chimico sulle diverse matrici ambientali (aria, acqua, suolo, colture vegetali) anche approfondite valutazioni di tipo epidemiologico (a partire dai dati delle ASL ma non solo) le quali, però, non sempre esitano in risultati statisticamente validi per piccole realtà  abitative.

                Approntare un'indagine ad ampio raggio per la raccolta e l'analisi di campioni di suolo, aria ed acqua, risulta senz'altro necessaria ma potrebbe richiedere un impegno economico non indifferente in una prima fase, in quanto il numero di inquinanti da investigare sarebbe ampio (polveri, metalli pesanti, idrocarburi policilcici aromatici, diossine).

                I problemi ambientali derivanti da aziende di questo tipo consistono non tanto nella gestione del normale esercizio degli impianti, per cui esisotno specifici limiti emissivi, ma nella gestione delle fasi critiche (anomalie, guasti, malfunzionamenti, fasi di riavvio degli impianti) le quali possono originare non solo elevati picchi emissivi concentrati in periodi temporali ristretti ma anche emissioni diffuse e fuggitive (non convogliate ai camini), difficilmente quantificabili e controllabili.
                Come suggerisce Walter è importante in una prima fase raccogliere evidenze di fenomeni di inquinamento (foto e testimonianze relative a nubi di polvere, strrani colori dei fumi emessi dalle ciminiere, odori insoliti) da inviare agli organi competenti richiedendo indagini agli impianti più approfondite e articolate, nonchè misurazioni ambientali esterne anche di lungo periodo (un utile strumento risulta il monitoraggio delle deposizioni atmosferiche totali per i quali alcuni paesi europei, ad es. la Germania, hanno adottato specifici valori limite per una serie di inquinanti).
                Il mio sito web:
                www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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                • #9
                  Buongiorno a tutti,
                  sono il responsabile ambientale di una grande fonderia del nord-ovest. Spesso mi capita di incontrare atteggiamenti simili a molti di quelli riscontrati qui: diffidenza, ostilità , sensazione che le aziende sempre e comunque operino ai margini della legalità  ed attentino occultamente e coscientemente alla salute pubblica... Eppure nel 99% dei casi non è così.
                  Le realtà  produttive sono una risorsa fondamentale per il territorio in cui risiedono, e spesso ce ne rendiamo conto solo nel momento in cui chiudono gli stabilimenti e li riaprono all'estero; hanno inevitabili aspetti ed impatti ambientali, molti dei quali significativi, che in genere sono noti, controllati, monitorati, ed oggetto di programmi di miglioramento continuo. Spesso possono essere origine di fastidio (odori, rumori, vibrazioni...), esattamente come lo può essere un vicino di casa dalla cucina indigesta, senza che peraltro venga magari infranta alcuna legge (o regolamento condominiale, nel caso del vicino). Esistono documenti ed elementi cogenti (ad esempio le "BAT", Best Available Techniques" rilasciate dai comitati tecnici della UE) che per ogni tipo di processo industriale stabiliscono quali siano i modi migliori per effettuarlo, e quali siano gli impatti ambientali associati. Le leggi in Italia ci sono, sono piuttosto severe, ed in genere (almeno da quando esiste professionalmente il Dott.Guariniello) vengono applicate con scrupolo. Strano ma vero.
                  Una domanda che vorrei porre a chi si sente (magari anche a ragione) minacciato nella propria salute da un'azienda è questa: ha provato a porre il problema in primo luogo alla fonte? Ha provato a scrivere o telefonare all'azienda esponendo il problema a chi si occupa di gestirne gli aspetti ambientali? Perché si dà  per scontato che sarebbe inutile, e predomina la sensazione che questo tipo di problemi possa essere risolto unicamente giocando d'attacco (ovvero mediante esposti, denunce, segnalazioni agli enti, misurazioni autonome)?
                  La fonderia in cui opero sorge in un centro abitato (che peraltro ha "abbracciato" lo stabilimento nel corso dei decenni). L'impatto ambientale è innegabile, periodici problemi di convivenza ci sono e ci sono sempre stati. Allo stesso tempo, il sistema di gestione, monitoraggio e contenimento degli impatti è imponente. Personalmente ho sempre offerto la massima disponibilità  e trasparenza a chi mi ha posto un problema di disturbo, di sospetto inquinamento, o quant'altro, fornendo spiegazioni, risposte, approfondendo ed indagando se necessario, misurando, confrontandomi, monitorando nel tempo e tenendo al corrente; in genere i problemi si sono sempre risolti positivamente. Viceversa, molto spesso denunce ed esposti hanno ottenuto scarsi risultati, perché senza fondamento tecnico (una torre evaporativa, in periodi di inversione climatica, può sembrare l'emissione di chissà  quale demoniaca sostanza bianca... e solo il Padrenostro sa quante segnalazioni di "torri evaporative assassine" ricevono le ARPA di tutta Italia), e contemporaneamente NON hanno risolto il problema di chi ha sollevato il disagio, che non ha visto cambiare nulla senza saperne il perché (ed allora, largo all'immaginazione di chissà  quale complotto e connivenza fra l'azienda e gli enti di controllo).
                  In conclusione, quindi, il mio consiglio è di muovere sempre il primo passo nei confronti della fonte del disturbo. Impariamo a considerare le aziende di casa nostra come una ricchezza, specialmente in questi anni di impoverimento culturale, industriale ed economico, fatta di persone che lavorano cercando di dare il meglio possibile. Se non si hanno risposte soddisfacenti, o non se ne hanno proprio, è lecito allora partire all'attacco... e, in questo caso, con un elemento di ragione in più.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da cavaliereinesistente Visualizza il messaggio
                    Buongiorno a tutti,
                    sono il responsabile ambientale di una grande fonderia del nord-ovest.
                    Benvenuto nel forum.
                    Grazie per le precisazioni e per la disponibilità  che dimostri nella tua realtà  quotidiana nei confronti delle persone che si trovano nei pressi dello stabilimento in cui lavori.
                    Spero che la tua esperienza possa in qualche modo far luce sulle cause che danno origine alle spiacevoli esperienze che gli utenti descrivono in questo forum, sono tutte persone che vivono nei pressi di attività  produttive simili alla tua, per cui il tuo aiuto potrebbe essere estremamente valido.
                    Innegabilmente si tratta di stabilimenti molto problematici che spesso causano le proteste del vicinato. Purtroppo anche lo stato dell'arte qualche volta non basta e in alcuni casi viene messo da parte nell'ottica delle esigenze produttive; gli stessi impianti di abbattimento ogni tanto non bastano in quanto sono inattivi per negligenze varie o per i loro cicli di manutenzione, qualche volta non sono nemmeno adatti o dimensionati correttamente. Logicamente in Italia non abbiamo situazioni come si possono vedere in Cina, dove i sistemi di abbattimento restano spenti per risparmiare energia, là  i limiti di emissione sono spesso ancora più stringenti dei nostri, ma le multe per le aziende che non li rispettano sono estremamente basse.
                    Comunque la situazione italiana non è nemmeno rosea come tu la dipingi, ritenendo che per il 99% le aziende del tuo settore non operino ai margini della legalità . Purtroppo la realtà  è ben diversa e me ne rendo conto quando vengo contattato a ripetizione da persone che si lamentano per quello che sono costretti a sopportare quotidianamente. Ti assicuro che chi scrive nel forum è solo una piccola fetta delle persone che si lamentano, la realtà  è ben diversa anche da quella che può trasparire dalle proteste che emergono qui, e purtroppo è peggiore.

                    Nella speranza che tu contribuisca positivamente allo sviluppo del forum, ti saluto.
                    Il mio sitoweb:
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                    • #11
                      Sarò ben felice di collaborare in maniera proficua.
                      Non vorrei sembrare colui che nega le evidenze, ovviamente, e ciascun caso va valutato oggettivamente, dati alla mano. Quando dico che, a mia sensazione, il 99% delle fonderie opera in piena legalità  ambientale, tralascio forse di prendere in considerazione le piccole realtà  artigianali, dove spesso e volentieri, in effetti, le regole sono più aleatorie, la vigilanza più difficoltosa, la sensibilità  stessa del fonditore è meno marcata.
                      Ma le fonderie di una certa dimensione, che rientrano in direttiva IPPC (quindi soggette ad autorizzazione integrata ambientale), che il più delle volte adottano un sistema di gestione tipo ISO14001 o EMAS, se non per sensibilità  al tema ambientale almeno per la consapevolezza di non potersi permettere fermi produttivi dovuti all'ARPA o al NOE che sigilla un impianto non a norma, è ben difficile che corrano rischi e mettano consapevolmente a rischio la salute pubblica.
                      La stessa associazione di categoria (-- Assofond -- associazione fonderie) ha un comitato tecnico ambiente/sicurezza attivissimo, ed il tema del rispetto ambientale è sempre vivo e oggetto di studio.
                      Rimane il fatto che gli impatti ambientali di una fonderia sono tangibili, e faccio un esempio pratico: una fonderia di ghisa di media grandezza (diciamo 150 tonnellate/giorno) raggiunge senza fatica, dalla somma delle portate dei suoi impianti di abbattimento delle emissioni in atmosfera, una portata complessiva di 500.000Nm³/ora. Posta una concentrazione di inquinanti massima autorizzata di 10mg/Nm³ (valore abbastanza tipico, riconosciuto dalla legge come coerente con le best available techniques), fa la bellezza di 5Kg/ora, ovvero 120Kg/giorno, di inquinanti immessi -legittimamente- in atmosfera dallo stabilimento nel suo complesso. Facile immaginare che l'insalata di chi coltiva un orto nei pressi della fonderia sarà  alquanto impolverata... Ora la domanda è: quanto questo impatto ambientale è fastidioso ed incute timore? Molto, è comprensibile. Quanto è effettivamente pericoloso? Ben poco, stando a quanto dice la legge (che si basa a sua volta sulle direttive di comitati tecnici e scientifici internazionali in genere super-partes, ed estremamente rigorosi), sicuramente non più di quanto lo sia abitare in una via trafficata, convivere con un fumatore, pulire tutti i giorni il bagno col Viakal, o fare l'imbianchino di mestiere. Gli inquinanti prodotti da ciascun processo sono noti, il loro effetto sull'organismo anche, le concentrazioni ammissibili in funzione del tempo di esposizione (infinito, nel caso di chi abita accanto ad una fonderia) idem. Se quelle concentrazioni sono sotto soglia, il pericolo non c'è. Anche se si avverte cattivo odore, anche se si trova polvere nera sul davanzale della finestra ogni mattina.
                      Queste sono in genere le conclusioni a cui arrivano gli organismi di controllo quando intervengono su esposto. Poi, magari, durante i controlli trovano qualcos'altro che non va (un fusto non etichettato, un ricambio aria di un WC che sbuca orizzontale anzichè verticale, un filtro di modello diverso da quello autorizzato, magari migliorativo, ma comunque diverso), ed il fascicolo finisce comunque in Procura. Che il più delle volte però archivia.

                      Con tutto ciò, non intendo sostenere l'inutilità  di approfondire, di segnalare o di denunciare quando un'attività  produttiva ha impatti ambientali sospetti e preoccupanti; tutt'altro. Suggerisco solo prudenza ed obiettività ... anche perché, in mezzo ad una grande maggioranza di professionisti seri (e mi pare che in questo forum ve ne siano molti), c'è anche il rischio di trovare qualche avvocato o consulente ambientale con pochi scrupoli, che ben volentieri alimenta lucrose (per lui) battaglie contro i mulini a vento.

                      Per concludere con un contributo concreto che spero possa essere utile a molti, suggerisco a chi ha voglia di cimentarsi di visitare questo link dell'European Integrated Pollution Prevention and Control Bureau:

                      The European IPPC Bureau

                      relativo ai documenti prodotti dai comitati tecnico-scientifici dell'Unione Europea per ciascun settore produttivo. Una volta individuato il settore produttivo dell'azienda che interessa, è possibile capirne i processi tipici e gli impatti ambientali ad essi associati. Molto utile nel caso in cui si vogliano commissionare in proprio analisi e rilievi ambientali (ad esempio se si ha il sospetto che la fonderia vicino a casa attenti alla nostra salute), perché consente di concentrarsi sugli inquinanti effettivamente presenti e potenzialmente fuori limite di sicurezza, facilitando il compito al laboratorio che esegue i controlli e riducendo i costi.

                      Spero di aver dato un input utile!

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                      • #12
                        Hai fatto delle ottime precisazioni in un intervento molto equilibrato ed obbiettivo.
                        In effetti l‘evoluzione che hanno avuto le fonderie nell‘ambito della sicurezza e della protezione ambientale è stata enorme, nel senso che fino a pochi anni fa la situazione era veramente disastrosa; e te lo dico io che avevo 2 zii operai in fonderia, dei quali uno è morto nello stabilimento, mentre l‘altro si è fatto 6 mesi di ospedale in un altro incidente di lavoro. La stessa fonderia di cui parlo, ubicata a meno di un chilometro da casa mia, è stata poi chiusa e successivamente si è scoperto che negli anni ha inquinato l‘area in modo impressionante (tra l‘altro si devono ancora fare le dovute bonifiche). Gli ex-titolari sono sotto processo.

                        Logicamente nelle moderne fonderie c‘è un approccio diverso e più attento alle varie problematiche, anche se ancora si riscontrano diversi problemi e si scontano gli enormi danni pregressi dovuti ad anni di mala gestione.
                        In quanto responsabile ambientale, sei ben al corrente di tutto ciò, comunque mi sento di darti un consiglio: punta molto sulla formazione e sulla responsabilizzazione degli operai e dei tecnici. Molto spesso gli eventi straordinari che portano all‘inquinamento ambientale (indoor oppure outdoor) sfuggono ai responsabili ambientali, a meno che non siano veramente macroscopici. Tralasciando le vere e proprie attività  criminali che la magistratura ha individuato nel corso degli anni, mi soffermo su un aspetto molto più pratico e banale: solitamente il personale tende a nascondere eventi inquinanti perché teme per il proprio posto di lavoro o per la perdita dei premi produttivi; in questo senso si possono trovare delle situazioni eclatanti con ricadute anche sulla salute degli stessi operai, tutte situazioni che vengono tenute a tacere per motivi di natura prettamente economica. Tralascio di riportare alcune storie che ho sentito, perché sennò il discorso si fa troppo lungo, comunque quel che voglio sottolineare è che spesso la popolazione che si trova nelle vicinanze delle fonderie (o di altre realtà  produttive) si trova alle prese con avvenimenti che sfuggono all‘attenzione dei responsabili ambientali, a situazioni che non vengono riportate nei registri e ad eventi che possono portare all‘individuazione di fenomeni di inquinamento solo perché c‘è l‘intervento diretto della popolazione tramite le varie forme di protesta.
                        Quindi, mi raccomando, lavora a braccetto con il responsabile alla sicurezza, tieni gli occhi ben aperti raccogliendo tutti gli imput e lavora molto di formazione.
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                        • #13
                          Grazie per i consigli, che condivido pienamente; sono sempre stato dell'idea che la gestione ambientale si faccia poco in ufficio e molto sul campo, girando continuamente per reparti, piazzali, magazzini, prendendo il caffè con gli operai e andando a trovare il vicinato... Non hai idea di quante informazioni utili, ad esempio, traggo ogni giorno chiacchierando con il personale delle imprese che ci effettuano le pulizie civili e tecnologiche, con i manutentori, o con gli autisti.
                          Fortunatamente, a poco a poco la mentalità  (che comunque nasce storicamente proprio come dici tu, ovvero "zitto e nascondi tutto prima che arrivi qualcuno") sta cambiando, almeno per quanto riguarda la mia realtà , che negli ultimi 15 anni ho visto mutare considerevolmente. Fondamentale è la formazione di chi lavora, certo, ma anche instillare la consapevolezza che in genere, rivolgendosi al gestore ambientale in caso di "pasticcio", si trova perlopiù un appoggio e non un nemico, la cosa si risolve più rapidamente e con meno mal di pancia...

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                          • #14
                            Buongiorno, potreste linkarmi la normativa che obbliga le fonderie a stare a 15 km dal centro abitato???

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                            • #15
                              Se effettivamente le fonderie fossero obbligate a stare a 15 Km dai centri abitati allora mi sa che bisognerebbe chiuderle tutte.
                              Presumo che il riferimento fosse ad un'indicazione o un'ordinanza provinciale emanata in merito alla realizzazione di un nuovo impianto ad emissioni elevate: nel caso in cui le emissioni siano troppo alte o l'impatto ambientale sia troppo alto per un territorio già  "provato" allora si può imporre la costruzione ad una certa distanza minima dai centri urbani o dagli impianti già  esistenti.
                              Attualmente con deroghe varie esistono pure le fonderie che operano proprio all'interno dei centri abitati.
                              Il mio sitoweb:
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